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Tenuta all’acqua delle finestre: come prevenire le infiltrazioni e proteggere dalla pioggia

Le infiltrazioni d’acqua dalle finestre sono insidiose: raramente si mostrano subito, ma quando lo fanno è già tardi.

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In un clima dove piogge intense e temporali improvvisi sono sempre più frequenti, la tenuta all’acqua di una finestra diventa un requisito essenziale e non più negoziabile. Capire come funziona e cosa distingue un serramento che resiste davvero alle intemperie è il primo passo per assicurare la massima protezione, salubrità e integrità della tua casa.

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In un clima dove piogge intense e temporali improvvisi sono sempre più frequenti, la tenuta all’acqua di una finestra diventa un requisito essenziale e non più negoziabile. Capire come funziona e cosa distingue un serramento che resiste davvero alle intemperie è il primo passo per assicurare la massima protezione, salubrità e integrità della tua casa.

Cosa si intende per tenuta all’acqua di una finestra?

La tenuta all’acqua di un serramento impedisce che pioggia, condensa, vapore e umidità trovino un varco attraverso guarnizioni, giunti o soglie, entrando all’interno della stanza. In particolare, la norma UNI EN 1027 verifica fino a quale pressione e intensità un infisso riesce a rimanere impermeabile all’acqua, senza lasciar filtrare neppure una goccia.

La pioggia non entra solo quando c’è una perdita evidente: spesso penetra sotto forma di micro-infiltrazioni che non si vedono immediatamente, ma che nel tempo causano la formazione di condensa, aloni, muffa, distacchi di pittura e deterioramento delle superfici. 

La tenuta all’acqua di un serramento è un requisito estremamente importante: quando il meteo peggiora una finestra performante blocca totalmente l’acqua dall’esterno, evitando che anche la minima perturbazione si trasformi in un problema strutturale.

Cosa previene un serramento impermeabile all’acqua?

L’impermeabilità all’acqua di una finestra è un requisito sottovalutato, finché non viene messo alla prova: con precipitazioni sempre più intense e irregolari, oggi un serramento deve garantire la massima protezione contro infiltrazioni, condensa e umidità anche durante gli eventi climatici più estremi, che superano sempre più i valori considerati “standard”.

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  1. Infiltrazioni d’acqua e danni invisibili: a volte basta una minima imperfezione di una guarnizione o nell’accoppiamento di un giunto per permettere all’acqua di raggiungere la parte interna del telaio o della muratura, provocando rigonfiamenti o macchie. 
  2. Formazione di condensa e muffa: quando l’umidità attraversa il serramento o il vento spinge l’acqua all’interno, si creano le condizioni ideali per lo sviluppo della muffa: umidità localizzata, sbalzi termici, superfici e pareti non perfettamente asciutte. 
  3. Scarsa resistenza alle intemperie: piogge e temporali sono accompagnati da raffiche di vento sempre più forti, anche superiori ai 115 km/h, capaci di mettere in crisi sia le finestre più datate sia quelle nuove (se non sono adeguatamente classificate).
  4. Integrità strutturale compromessa: una bassa resistenza all’acqua può causare odori di umido costanti, aloni o intonaci che si sfogliano, deterioramento delle pareti interne e delle superfici, ambienti poco salubri e non confortevoli.

Classi di tenuta all’acqua degli infissi: norme di riferimento 

La classificazione di tenuta all’acqua di un serramento viene misurata attraverso una serie di test che definiscono con precisione la quantità di vento e pioggia sopportabili senza infiltrazioni. Le norme di riferimento sono la UNI EN 1027, che definisce il metodo di prova della resistenza all’acqua, e la UNI EN 12208, che indica la classe di prestazione.

L’obiettivo dei due standard è verificare il primo punto di infiltrazione di una finestra: la classe assegnata di tenuta all’acqua indica la pressione (espressa in Pascal) che il serramento regge prima che l’acqua superi le barriere di tenuta.

Nello specifico, la UNI EN 12208 definisce due metodi di prova e una categoria speciale:

  • Metodo A, per serramenti completamente esposti;
  • Metodo B, per serramenti parzialmente protetti;
  • Categoria E, per prestazioni oltre il limite standard.

Le classi più utilizzate nel mercato moderno sono quelle del metodo A, da 1A a 9A.

Classe
Pressione di prova
Equivalente vento
Prestazione
1A
50 Pa
~30-32 km/h
Molto bassa
2A
100 Pa
~45 km/h
Bassa
3A
150 Pa
~55 km/h
Media
4A
200 Pa
~65 km/h
Media
5A
250 Pa
~75 km/h
Buona
6A
300 Pa
~80 km/h
Buona
7A
450 Pa
~95 km/h
Alta
8A
600 Pa
~110 km/h
Molto alta
9A
≥ 600 Pa (senza infiltrazioni)
~110-115 km/h
Massima 

Il metodo B considera le stesse pressioni di prova, ma con soglie leggermente inferiori perché il serramento non è completamente esposto (la scala va da 1B a 7B).

Per quanto riguarda gli edifici esposti a venti particolarmente forti o eventi climatici eccezionali, la categoria speciale E supera la classificazione 9A: questi infissi garantiscono l’impermeabilità anche in condizioni severe, oggi sempre più frequenti.

Classe E
Pressione di prova
Vento equivalente
E750
750 Pa
~125 km/h
E900
900 Pa
~135 km/h
E1050
1050 Pa
~145 km/h

Come riconoscere una finestra che lascia entrare l’acqua 

La tenuta all’acqua di una finestra non peggiora quasi mai per una sola causa. Tipicamente il problema nasce da piccole debolezze o non conformità, che sotto l’impatto delle perturbazioni più forti diventano punti di infiltrazione per pioggia e condensa.

Quali aspetti è bene verificare per capire se una finestra fa entrare acqua?

  1. Guarnizioni e sigillature (usurate, discontinue o di scarsa qualità): quando l’acqua si insinua tra la vetrocamera e il telaio, potresti vedere la formazione di condensa nella canalina, un gocciolamento interno o accumulo di umidità negli angoli dell’infisso
  2. Giunzioni tra parti fisse e mobili (deformazioni o anomalie): quando la pressione del vento aumenta, soprattutto con la pioggia, è possibile notare infiltrazioni d’acqua localizzate, aloni sulle pareti, rigonfiamenti del telaio o dispersioni termiche.
  3. Soglie ribassate: in assenza di pendenze corrette, se il drenaggio è insufficiente o le protezioni laterali non sono adeguate, l’acqua può ristagnare sul fondo dell’infisso e superare il punto di tenuta, in particolare con fenomeni atmosferici estremi.
  4. Dimensione del serramento (troppo grande o piccolo rispetto all’esposizione): per esempio infissi molto ampi installati in contesti ventosi, ante troppo pesanti che cedono leggermente, controtelai non idonei alla struttura del serramento.
  5. Assemblaggio non accurato: anche quando una finestra è di buona qualità, una posa non professionale può generare delle microfughe negli angoli del telaio, negli incastri della ferramenta, nei sistemi di chiusura dell’anta o degli scarichi dell’acqua.

DQG: posa professionale e qualità strutturale degli infissi 

Un serramento di qualità, progettato per resistere all’acqua, dev’essere installato in modo qualificato per mantenere le prestazioni nel tempo. Per questo motivo l’offerta DQG integra entrambi gli aspetti, rendendo ogni finestra una barriera contro il maltempo.

La qualità parte dalla produzione dei nostri infissi Made in Italy: profili avanzati, giunzioni calibrate, guarnizioni solide e sistemi di drenaggio per contrastare le infiltrazioni.

In fase di installazione, queste caratteristiche tecniche diventano una protezione reale: lo standard PosaClima assicura la perfetta aderenza tra infisso, controtelaio e muratura.

Scegliere le finestre DQG significa affidarsi ad un servizio completo e certificato, per una resistenza all’acqua che non si limita a rispettare la classificazione normativa ma che garantisce una protezione duratura, silenziosa e affidabile per la tua casa.

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