copertina vetri antisfondamento tipologie DQG

Vetri antisfondamento: tipologie, applicazioni e obblighi normativi

Dalle case agli edifici pubblici, la sicurezza degli ambienti passa attraverso gli elementi più esposti: porte e finestre.

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Grazie all’evoluzione dei materiali e alle moderne tecnologie di stratificazione, oggi è possibile installare vetri altamente resistenti e protettivi, senza rinunciare all’estetica e al design: dai vetri antinfortunistici a quelli certificati antieffrazione, fino ai vetri antiproiettile utilizzati nelle aree più critiche, il mercato offre un’ampia gamma di soluzioni da valutare.

Scopriamo quali sono le principali tipologie dei vetri di sicurezza: come si classificano, quando sono obbligatori per legge, su quali infissi e in quali contesti è utile sceglierli.

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Grazie all’evoluzione dei materiali e alle moderne tecnologie di stratificazione, oggi è possibile installare vetri altamente resistenti e protettivi, senza rinunciare all’estetica e al design: dai vetri antinfortunistici a quelli certificati antieffrazione, fino ai vetri antiproiettile utilizzati nelle aree più critiche, il mercato offre un’ampia gamma di soluzioni da valutare.

Scopriamo quali sono le principali tipologie dei vetri di sicurezza: come si classificano, quando sono obbligatori per legge, su quali infissi e in quali contesti è utile sceglierli.

Tipi di vetri antisfondamento: caratteristiche e differenze

Non tutti i tipi di vetro sono uguali: sia in ambito residenziale che commerciale, la scelta del vetro per gli infissi non si limita alla sola robustezza. Entrano in gioco anche la funzione specifica, la modalità di rottura e la tecnologia costruttiva: di conseguenza possiamo distinguere le tipologie di vetri antisfondamento secondo due criteri principali.

vetro rotto temperato laminato differenze DQG

Classificazione dei vetri di sicurezza in base allo scopo:

  • Vetro antisfondamento: indica la resistenza di un particolare tipo di vetro agli urti o ai tentativi di sfondamento. Ideale per abitazioni al piano terra, negozi e villette isolate, rallenta l’intrusione e aumenta il tempo di reazione in caso di effrazione;
  • Vetro antinfortunistico: studiato per proteggere le persone in caso di rottura, obbligatorio per legge in molte applicazioni (anche residenziali). Si frantuma in piccoli frammenti non taglienti, oppure rimane coeso grazie ad una pellicola interna;
  • Vetro antieffrazione: un vetro stratificato rinforzato, testato per resistere ai colpi con oggetti contundenti (martelli, mazze o piedi di porco). È classificato secondo la norma UNI EN 356, con livelli da P1A a P8B a seconda della resistenza;
  • Vetro blindato: una versione avanzata con più strati di pellicola e vetro incollati tra loro, integrati alla struttura del serramento. Offre una protezione elevata contro i tentativi di scasso e vandalismo nei contesti sensibili, pubblici o commerciali;
  • Vetro antiproiettile: detto anche vetro balistico o vetro armato, è costruito per resistere all’impatto delle armi da fuoco. Formato da molteplici lastre di vetro e da un materiale plastico all’interno, mantiene la sua struttura anche dopo l’impatto. 

Classificazione dei vetri di sicurezza in base alla costruzione:

  • Vetro temperato (o rinforzato): tipo di vetro sottoposto ad un particolare trattamento termico, che ne aumenta la resistenza meccanica. In caso di rottura si sbriciola in frammenti innocui (è considerato antinfortunistico, ma non antisfondamento);
  • Vetro stratificato (detto anche laminato, accoppiato o multistrato): costituito da lastre di vetro e pellicole in PVB, o polivinilbutirrale. In caso di rottura le schegge restano incollate alla superficie (requisito base per tutti i vetri antisfondamento).

Normative e obblighi per l’uso dei vetri di sicurezza

Quando si parla di vetri di sicurezza, esistono precise normative italiane ed europee che regolano la scelta, l’installazione e le prestazioni in base alla destinazione d’uso. Lo scopo è tutelare la sicurezza delle persone, ridurre il rischio di infortuni e proteggere gli ambienti.

  • UNI 7697:2021: è la principale norma italiana che definisce i criteri per i diversi edifici, obbligando all’uso di vetri antinfortunistici in tutte le situazioni a rischio di impatto (porte vetrate e porte finestre, finestre con bordo inferiore a meno di un 1m dal pavimento, parapetti, balaustre, pareti divisorie vetrate, lucernari e verande).
  • UNI EN 12600: riguarda la classificazione antinfortunistica dei vetri. I test misurano la resistenza all’impatto di una persona e la modalità di rottura, utilizzando sigle come 1B1, 2B2, 1C2 e 1C3 (dove il primo numero indica la resistenza all’impatto, il secondo il comportamento alla rottura e il terzo l’altezza massima di caduta).
  • UNI EN 356: regola la resistenza all’effrazione dei vetri. Le classi vanno da P1A a P5A (resistenza a colpi con oggetti pesanti) oppure da P6B a P8B (resistenza a scassi con attrezzi manuali specifici, come martello, accetta o piede di porco). 
  • UNI EN 1063: definisce la resistenza balistica antiproiettile. Le classi vanno da BR1 a BR7 (armi leggere, pistole e fucili), oppure SG1 e SG2 (fucili a palla) indicando il tipo di arma, di proiettile e la distanza da cui il vetro può resistere all’impatto.

In ambito residenziale è obbligatorio assicurare un’adeguata protezione contro gli infortuni:

  • Tutti gli infissi installati nelle zone a rischio di impatto (definite dalla UNI 7697:2021) devono montare dei vetri antinfortunistici, siano temperati o stratificati;
  • In presenza di ampie superfici vetrate, porte finestre o case isolate è fortemente consigliato l’uso di vetri antisfondamento in classe P2A o superiori.

In ambito commerciale o pubblico (negozi, scuole, uffici, banche…) è bene sapere che:

  • Le normative vigenti sui vetri antisfondamento impongono livelli di protezione più elevati, generalmente indicando vetri antieffrazione o blindati in base al rischio.
  • Per ambienti particolarmente delicati o con beni di valore, possono essere richiesti vetri in classe P4A/P5A (e l’ulteriore BR/SG per la protezione antiproiettile).
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Quali infissi possono montare vetri antisfondamento?

Il vetro antisfondamento non è una prerogativa esclusiva degli edifici ad alta sorveglianza: oggi è sempre più diffuso anche nei contesti privati, grazie alla possibilità di integrarlo in diverse tipologie di serramenti senza rinunciare all’estetica, al comfort e alla luminosità.

Finestre con vetro antisfondamento

Ideali per le abitazioni al piano terra, in zone isolate o a rischio di effrazione: offrono  un’efficace barriera contro le intrusioni senza compromettere l’isolamento termoacustico. I vetri anti sfondamento possono essere integrati su finestre fisse, a battente, a vasistas o ad anta-ribalta, con la massima personalizzazione dei profili in PVC e PVC/alluminio.

Portoncini d’ingresso con vetro blindato

Molti portoncini moderni includono inserti vetrati per aumentare la luce in ingresso: in questo caso devono essere sia antisfondamento che blindati, incollati strutturalmente all’anta per impedire qualsiasi tentativo di rimozione. I portoncini DQG sono disponibili con vetri di sicurezza certificati fino alla classe P5A e integrati in sistemi antieffrazione RC3.

Porte finestre, porte balcone e scorrevoli

Per chi desidera ampie superfici vetrate con un affaccio sul giardino o sul terrazzo, il vetro antisfondamento è una scelta strategica per conciliare design e sicurezza. Le porte finestre, le porte balcone e gli scorrevoli DQG (anche con soglia ribassata) possono essere dotati di vetri stratificati ad alte prestazioni, mantenendo al contempo un’alta efficienza energetica.

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Confronto tra vetri antisfondamento: quando sceglierli

Confrontiamo le principali opzioni dei vetri di sicurezza secondo alcune caratteristiche chiave: spessore, applicazioni, normativa di riferimento e prezzo medio al metro quadro.

Tipologia
Spessore
Applicazioni
Normativa
Prezzo al m² 
Vetri temperati
4-6 mm
Fissi e finestre standard, parapetti interni
UNI EN 12600
da 130 €
Vetri stratificati
8-20 mm
Finestre, portefinestre, scorrevoli, portoncini
UNI 7697, UNI EN 356
da 100 €
Vetri blindati
20-35 mm
Porte d’ingresso, finestre esposte o a rischio
UNI EN 356 (P5A)
da 200 €
Vetri antieffrazione
20-30 mm
Porte d’ingresso e serramenti commerciali
UNI EN 356 (P4A-P8B)
da 150-250 €
Vetri antiproiettile
30-45 mm
Infissi per banche, edifici pubblici, aree militari
UNI EN 1063 (BR1-BR7)
da 400 €

NB: i prezzi riportati sono indicativi e possono variare notevolmente in base alla composizione della vetrocamera, alla dimensione dell’infisso e al tipo di profilo installato.

Sicurezza e design senza compromessi con gli infissi DQG

Che si tratti di proteggere una casa indipendente, un appartamento al piano terra, un edificio pubblico o una struttura commerciale, DQG progetta e realizza serramenti in PVC e PVC/alluminio studiati per garantire sicurezza, resistenza, qualità ed estetica.

Tutti gli infissi DQG possono offrire vetri antisfondamento stratificati e certificati P5A, per le massime prestazioni contro l’effrazione. Le configurazioni più avanzate prevedono:

  • Vetri incollati strutturalmente all’anta;
  • Ferramenta rinforzata e ancorata ai profili;
  • Maniglie con chiave e piastre antitrapano;
  • Possibilità di certificazione RC3 secondo la norma DIN EN 1627.

Grazie ad un’ampia gamma di finestre battenti, vasistas, porte finestre e porte balcone, fino alle vetrate scorrevoli e ai portoncini d’ingresso, DQG è in grado di soddisfare ogni esigenza progettuale, dal contesto residenziale privato alle grandi opere edilizie.

Ogni infisso viene prodotto in Italia e può essere personalizzato con una vasta scelta di finiture e accessori: un risultato che concilia design e sicurezza, senza compromessi.

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